Home Primanews Un indagato per l’incendio della Sacra di San Michele

Un indagato per l’incendio della Sacra di San Michele

Dopo settimane di ricerche e perizie c’è un indagato per il rogo divampato alla Sacra di San Michele la sera del 24 gennaio e che ha parzialmente distrutto il tetto del convento della Val di Susa in cui vivono tre frati rosminiani. Sotto accusa, per “incendio colposo”, l’unico operaio che aveva lavorato in quella giornata all’impermeabilizzazione del tetto durante i lavori di manutenzione ordinaria richiesti dai monaci per porre rimedio ad alcune infiltrazioni d’acqua tra le tegole.

Nei giorni seguenti all’incendio, infatti, era parsa evidente la coincidenza, se non la correlazione, tra l’incendio e i lavori di manutenzione del tetto del convento. Anche stando alle indagini condotte dai vigili del fuoco, inoltre, la causa più probabile dell’incendio era da ricondurre al cantiere: l’operaio stava lavorando con un cannello per sciogliere il catrame ed è possibile che una parte del materiale sia rimasta a covare per ore in una zona riparata del tetto e con scarsa ossigenazione, prima di estendersi alle travi. Solo molte ore dopo, intorno alle 20.30, le fiamme si sono poi propagate al tetto, provocando danni che avrebbero potuto essere ben più ingenti.

Su richiesta della difesa, il pubblico ministero Vincenzo Pacileo ha deciso di chiedere al giudice per le indagini preliminari una perizia con “incidente probatorio”, che consentirà di evitare la ripetizione di questo lavoro in un’aula di tribunale. La procura aveva intenzione di nominare i consulenti, ma il difensore dell’indagato ha chiesto che la procedura fosse appunto quella dell”incidente probatorio”.

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