Home Primanews Torino, detenuto si impicca all’ospedale Molinette; l’allarme del Sappe

Torino, detenuto si impicca all’ospedale Molinette; l’allarme del Sappe

Un detenuto si è tolto la vita uccidendosi nella sala del Reparto detentivo dell’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato. Lo riferisce il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. L’uomo, Giacomo Cascalisci, presunto boss della “Cosa Nostra Tiburtina”, sgominata a marzo a Roma da un’operazione della Direzione distrettuale antimafia, prima del gesto estremo “aveva partecipato alla normale attività e non aveva dato alcun segno di squilibrio: aveva fatto anche alcuni esami e consumato regolarmente la cena”.
Verso le 20,40 di domenica 26 agosto, però, all’atto della somministrazione della terapia serale, Cascalisci non ha risposto alle chiamate degli infermieri e si è scoperto che l’uomo si era stretto al collo un lenzuolo, occultando il tutto con una maglia. La Procura ha subito disposto l’autopsia anche perchè alcune circostanze dell’episodio sarebbero ancora da verificare. Il primo referto si limita a parlare di “morte per asfissìa”.

“Questo nuovo drammatico suicidio evidenzia come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia penitenziaria (che purtroppo non ha potuto impedire il grave evento) a gestire queste situazioni di emergenza”, spiega Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sappe.

Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri – commenta Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria -. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti. Per queste ragioni un programma di prevenzione del suicidio e l’organizzazione di un servizio d’intervento efficace sono misure utili non solo per i detenuti ma anche per l’intero istituto dove questi vengono implementati. E’ proprio in questo contesto che viene affrontato il problema della prevenzione del suicidio nel nostro Paese. Ma ciò non impedisce, purtroppo, che vi siano ristretti che scelgano liberamente di togliersi la vita durante la detenzione”.

Il sindacato riferisce, inoltre, che negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 19mila 500 tentati suicidi ed impedito che quasi 140mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Nel primo semestre del 2018 sono stati contati nelle carceri italiane ben 5.157 atti di autolesionismo, 46 morti naturali, 24 suicidi e 585 tentati suicidi sventati dagli uomini e dalle donne del Corpo di Polizia Penitenziaria. Solamente in Piemonte i suicidi sventati sono stati 32 in appena sei mesi.

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