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PRIMO MORTO IN PIEMONTE PER CORONAVIRUS, LA VITTIMA AVEVA 79 ANNI ERA RICOVERATO ALL’OSPEDALE DI TORTONA

Primo morto in Piemonte per coronavirus: l’uomo, che avrebbe 79 anni, era ricoverato all’ospedale “Santi Antonio e Margherita” di Tortona, la città dell’Alessandrino dove abitava. L’anziano era “affetto da pluripatologie” ed era risultato positivo al test ‘Covid 19’. Ora sono in corso accertamenti per verificare se a causare il decesso sia stato il virus oppure no. Risultano invece stazionarie le condizioni di un altro paziente, che ha 83 anni ed è ancora in terapia intensiva nell’ospedale di Tortona divenuto polo per i contagiati dal Covid, su disposizione delle autorità.

L’ospedale è diventato parzialmente “zona rossa”: il provvedimento è stato adottato la scorsa notte, in via di urgenza, per la presenza di pazienti contagiati. Alcune aree sono state chiuse, mentre altre continuano a operare regolarmente: i servizi sono stati riorganizzati d’intesa con Mario Raviolo, coordinatore dell’Unità di Crisi regionale, il sindaco Federico Chiodi e la direzione generale del presidio sanitario.
Sabato scorso a Tortona, al pronto soccorso, si era presentato un ultrasettantenne per il quale, inizialmente, era stato escluso il contagio da coronavirus. Ne era stato comunque disposto il ricovero. In seguito a un aggravamento delle sue condizioni era stato fatto un tampone. Ieri l’uomo è stato trasferito alle Molinette di Torino dove si trova in condizioni stazionarie.

Il Centro trasfusionale di Tortona, il day hospital Oncologico, l’area preparazione dei farmaci oncologici, il magazzino, Dialisi e cucina continuano a operare. Isolato, invece, un reparto di Medicina dove ci sono stati casi di positività, con i pazienti all’interno e il personale, con stanze di riposo dedicate. Sono stati evacuati i ricoverati in Ortopedia e Chirurgia, reparti che, al termine delle operazioni, saranno bonificati e, come tutto il resto della struttura, dedicati ai pazienti affetti da Covid-19 in base al progetto ‘Covid-19 Hospital’, che è già stato avviato.

Le zone operative avranno accessi privilegiati. I lavoratori non a rischio possono uscire, mentre per gli altri è prevista una quarantena all’interno dell’ospedale in aree dedicate; da fuori entreranno con dispositivi di protezione individuali.

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