Home Primanews MOLINETTE, NUOVA BIOPSIA POLMONARE MININVASIVA

MOLINETTE, NUOVA BIOPSIA POLMONARE MININVASIVA

Nuova speranza per un paziente torinese: l’impiego della tecnica diagnostica basata sull’utilizzo di una biopsia toracica minimamente invasiva, basata su un tracciante fluorescente, ha permesso di evitare una diagnosi sbagliata.

Nel novembre del 2017 l’uomo, di 37 anni, accusa i primi sintomi di deperimento fisico e alcuni segnali di problemi polmonari: in particolare al polmone sinistro. La prima diagnosi rimanda alla tubercolosi. Così fino a quando, un anno dopo, la situazione precipita e si comincia a sospettare l’esistenza di un tumore polmonare. Purtroppo la biopsia all’insegna delle tecniche tradizionali (Tc e broncoscopia) non risulta conclusiva. Di fatto, i medici non riescono a capire la causa e l’origine di queste lesioni necrotiche, in aumento per numero e dimensioni.

A questo punto il paziente viene mandato alla Chirurgia Toracica universitaria dell’ospedale Molinette (diretta dal professor Enrico Ruffini), dove si punta su una biopsia mininvasiva utilizzando un tracciante fluorescente. I chirurghi Paraskevas Lyberis e Francesco Guerrera iniettano per via endovenosa una sostanza tracciante (Indocianina), che si distribuisce nel corpo del paziente e si deposita in maniera selettiva nelle cellule tumorali dando un effetto verde fluorescente. In sala operatoria i due chirurghi, attraverso una minima incisione di 8 millimetri nella parte destra del torace, visualizzano il polmone con una sonda posizionata nel torace stesso per localizzare il tracciante fluorescente: si è legato alle cellule tumorali, colorandosi in verde, rispetto al tessuto sano che appare di colore grigio. Attraverso una contro-apertura di 2 centimetri, sempre sul torace, i chirurghi asportano solo la parte malata. Insomma: una biopsia chirurgica mirata. In questo modo è stato possibile effettuare una diagnosi precisa e definitiva del problema, che fortunatamente ha escluso, come invece si sospettava, una neoplasia polmonare: la diagnosi definitiva è stata un linfoma del mediastino curabile. Il paziente ha iniziato la terapia mirata per il linfoma, con un’ottima risposta, in attesa di effettuare un trapianto autologo di midollo, che gli permetterà di tornare ad una vita normale.

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